Coronavirus: tra paura e fake news

Purtroppo iniziano a girare, anche tra i ragazzi, su whatsapp e altri “social”, fake news riguardo al coronavirus. Notizie contenenti presunti dati “scientifici” che tali non sono.  Ad esempio circolano “informazioni” del tipo che bastano normali maschere per la polvere perché il virus è “grosso” o che si può evitare il contagio bevendo acqua calda perché “muore” a 29 gradi, e altre fesserie del genere.

Io non sono un virologo, ma facendo riferimento a quanto sostenuto da persone più qualificate di me credo che ci si debba attenere ad alcune informazioni certe e scientificamente, ormai, convalidate:

1. Il virus è molto più contagioso della normale influenza, quindi tende a diffondersi più rapidamente specialmente in contesti in cui molte persone si trovino a coesistere in aree delimitate;

2. Il virus (e questa è l’aspetto più preoccupante) ha tempi di incubazione lunghi, che vanno dai 5 ai 27 giorni; durante questo periodo il soggetto infetto può non presentare alcun sintomo, ma, intanto, diventa a sua volta veicolo di infezione;

3. Nell’80% dei casi la malattia presenta sintomi nulli o di lieve entità, e, finora, non ha fatto vittime sono i 10 anni. Ma, attenzione, un bambino contagiato rischia, a sua volta, anche se non presenta sintomi, di contagiare amici e parenti (fratelli, sorelle, genitori, nonni, zii…);

4. La statistica ci dice che i soggetti più a rischio sono persone già ammalate o con il sistema immunitario indebolito, anziani in particolare, ma anche immunodepressi ecc. che possono presentare complicanze significative e, nel 2,5% dei casi, anche letali. Ma non necessariamente tali complicanze si sviluppano SOLO in soggetti indeboliti;

5. Al momento non esistono terapie curative o vaccini specifici, e questo rende la questione molto diversa da una “banale influenza”.

Poi ci vengono dati dei “consigli”, tra cui lavarsi spesso le mani, usare disinfettanti gel, evitare il contatto degli altri e mantenere una distanza di almeno 1m. Tutte misure validissime, se non fosse che è praticamente impossibile rispettarle in classe.

Altro punto: le famose “mascherine”. Allora esse sono classificate secondo una scala. Si va dalla mascherina chirurgica a quelle protettive classificati da FFP1 a FFP3. Va detto che Né la mascherina chirurgica né la FFP1 hanno alcun potere di protezione dai virus. In pratica, indossando una mascherina chirurgica o una antipolvere (FFP1) l’unico risultato raggiunto è limitare la quantità di saliva “sparata” all’esterno e proteggere (nel caso della mascherina chirurgica indossata dal medico) il paziente, non il medico stesso.
Solo le maschere filtrate di categoria FFP2 e FFP3 proteggono chi le indossa.
(https://www.lubiservice.it/blog/mascherine-ffp1-ffp2-e-ffp3-differenze-e-consigli)

Quindi, vigiliamo. Non fidiamoci delle chiacchiere, cerchiamo di andare a fondo della questione e valutiamo i rischi e cosa fare e non fare.

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