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Eserciziario di matematica cl. 3° e 4° primaria

Eserciziario di matematica per le classi 3° e 4° della Scuola Primaria.

30 schede contenenti:
Addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni con i numeri decimali
Divisioni con il resto (divisore ad una cifra)
Moltiplicazione e divisione per 10, 100, 1000
Frazioni decimali
Frazione di un numero dato
Schede di correzione con le risposte

 

Distribuito in licenza Creative Commons BY-NC-ND 3.0 IT

Scarica: Eserciziario di matematica 30 schede

Eserciziario matematica 30 schede

Frazioni decimali


Un’app per sistemi Windows o Mac (richiede Java) per esercitarsi con le frazioni decimali, pensata per la scuola primaria.

Realizzata in Java, il file scaricato è di tipo JAR e può essere avviato sia su sistemi Windows che su Mac, previa installazione di Java sul computer.

 

Se il computer dispone già di Java installato (JRE), è sufficiente scaricare l’app da questo link:
http://www.scuolaclick.it/appmatematica/frazionidecimali.jar

Se Java non fosse installato:
nel caso in cui Java non fosse installato, è possibile scaricarlo direttamente dal sito ufficiale:
https://www.java.com/it/download/
oppure scaricare direttamente da qui i pacchetti per Windows o Mac (iOS):
Per Windows: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-windows-i586.exe
Per Apple Mac: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-macosx-x64.dmg

Moltiplicazioni e divisioni per 10,100,1000

Un’app per sistemi Windows o Mac (richiede Java) per esercitarsi con la moltiplicazione e divisione per 10,100 e 1000, pensata per la scuola primaria.

Realizzata in Java, il file scaricato è di tipo JAR e può essere avviato sia su sistemi Windows che su Mac, previa installazione di Java sul computer.

 

Se il computer dispone già di Java installato (JRE), è sufficiente scaricare l’app da questo link:
http://www.scuolaclick.it/appmatematica/per10.jar

Se Java non fosse installato:
nel caso in cui Java non fosse installato, è possibile scaricarlo direttamente dal sito ufficiale:
https://www.java.com/it/download/
oppure scaricare direttamente da qui i pacchetti per Windows o Mac (iOS):
Per Windows: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-windows-i586.exe
Per Apple Mac: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-macosx-x64.dmg

Divisioni

Un’app per sistemi Windows o Mac (richiede Java) per esercitarsi con le divisioni, pensata per la scuola primaria.

Realizzata in Java, il file scaricato è di tipo JAR e può essere avviato sia su sistemi Windows che su Mac, previa installazione di Java sul computer.

 

Se il computer dispone già di Java installato (JRE), è sufficiente scaricare l’app da questo link:
http://www.scuolaclick.it/appmatematica/divisioni.jar

Se Java non fosse installato:
nel caso in cui Java non fosse installato, è possibile scaricarlo direttamente dal sito ufficiale:
https://www.java.com/it/download/
oppure scaricare direttamente da qui i pacchetti per Windows o Mac (iOS):
Per Windows: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-windows-i586.exe
Per Apple Mac: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-macosx-x64.dmg

Operazioni con i numeri decimali


Un’app per sistemi Windows o Mac (richiede Java) per esercitarsi con le addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni con i numeri decimali, pensata per la scuola primaria.

Realizzata in Java, il file scaricato è di tipo JAR e può essere avviato sia su sistemi Windows che su Mac, previa installazione di Java sul computer.

 

Se il computer dispone già di Java installato (JRE), è sufficiente scaricare l’app da questo link:
http://www.scuolaclick.it/appmatematica/operazioni.jar

Se Java non fosse installato:
nel caso in cui Java non fosse installato, è possibile scaricarlo direttamente dal sito ufficiale:
https://www.java.com/it/download/
oppure scaricare direttamente da qui i pacchetti per Windows o Mac (iOS):
Per Windows: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-windows-i586.exe
Per Apple Mac: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-macosx-x64.dmg

Giochiamo con le frazioni

Un’app per sistemi Windows o Mac (richiede Java) per esercitarsi con le frazioni, pensata per la scuola primaria.

Realizzata in Java, il file scaricato è di tipo JAR e può essere avviato sia su sistemi Windows che su Mac, previa installazione di Java sul computer.

 

L’app tiene conto delle risposte corrette e degli eventuali errori ed, eventualmente, ripropone le frazioni per cui è stata data la risposta errata.

Se il computer dispone già di Java installato (JRE), è sufficiente scaricare l’app da questo link:
http://www.scuolaclick.it/appmatematica/frazioni.jar

Se Java non fosse installato:
nel caso in cui Java non fosse installato, è possibile scaricarlo direttamente dal sito ufficiale:
https://www.java.com/it/download/
oppure scaricare direttamente da qui i pacchetti per Windows o Mac (iOS):
Per Windows: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-windows-i586.exe
Per Apple Mac: http://www.scuolaclick.it/appmatematica/jre-8u241-macosx-x64.dmg

Vedi anche: La tombola con le 4 operazioni (per Windows)

Azione didattica a distanza… in pillole

Alcuni consigli su come impostare una formazione a distanza efficace (poi, ovviamente, ognuno faccia come crede)

Innanzitutto una premessa: la situazione che si sta presentando è assolutamente nuova, non prevista, non normata, quindi da valutare, successivamente, a bocce ferme, in quanto a reale efficacia. Per questo ogni forma di valutazione deve essere ben ponderata e sarebbe opportuno procedere con molta cautela.

Va detto che la FAD (formazione a distanza) – questo è il nome corretto dell’uso delle tecnologie digitali nell’ambito della trasmissione dei saperi – è un ambito di studi specifici da diversi anni, non è nata con il coronavirus, ha propri paradigmi organizzativi e finalità. Non è mai stata pensata per sostituire in modo massivo la scuola “tradizionale”, né, per ovvi motivi, può farlo. Generalmente la FAD è utilizzata in corsi monotematici o come supporto alla normale attività in presenza e risponde a ben precisi requisiti e ben precise modalità organizzative e di intervento.

Detto questo, affrontiamo il punto focale: qual è la finalità di ogni azione didattica ? Non esiste che una sola risposta: permettere a chi la fruisce di raggiungere l’obiettivo di acquisire conoscenze e competenze.

Quindi l’azione didattica (non importa se in presenza o a distanza) ha senso solo se è finalizzata all’obbiettivo sopra espresso.

Il ruolo del docente: nella classica lezione frontale in presenza, il più delle volte il docente assume la funzione di unico erogatore della conoscenza, e i discenti si limitano ad “assorbire” tale conoscenza. L’efficacia di tale modalità è legata alla capacità comunicativa del docente, non solo alla preparazione specifica, ma anche alla sua capacità di suscitare  interesse, attesa, curiosità.

Ma questo tipo di lezione male si presta in un contesto di comunicazione a distanza. Mancano tutti quelli elementi di comunicazione non verbali propri della lezione in presenza.

La formazione a distanza, invece, vede come artefice principale degli apprendimenti il fruitore, ovvero l’alunno. Compito del docente è fornire materiali, supporto e sistemi di autovalutazione utili al raggiungimento degli obiettivi.

Uno dei punto di forza della FAD è proprio la possibilità del fruitore di organizzare i propri tempi, sapendo di disporre di materiali appositamente realizzati per permettere un accesso chiaro alle informazioni necessarie.

Ecco, quindi, che già l’idea di replicare davanti ad una webcam ciò che si farebbe in presenza, è, quantomeno, illusorio sul piano dell’efficacia.

Come organizzare, quindi, interventi formativi a distanza cercando di renderli efficaci ?

Innanzi tutto va predisposta  una scaletta delle attività che preveda:
– materiale di studio
– sistema di autovalutazione
– confronto con il docente per eventuali chiarimenti
– una valutazione formativa finale

Materiali:
I materiali devono essere chiari, preparati con cura, brevi, monotematici. I docenti possono, ad esempio, registrare brevi video lezioni (non più di 10 minuti) curate nell’esposizione, oppure avvalersi di materiale multimediale  già pronto ed accompagnato da una breve introduzione circa le finalità ed i metodo di studio da seguire.  Il materiale multimediale va integrato con schede riassuntive, mappe concettuali, approfondimenti. Questa è la fase più importante. Inutile perdersi in lunghi sproloqui, meglio saper essere sintetici e saper cogliere l’essenziale. Proprio per questo, questa fase, richiede una progettazione ed una realizzazione curata nei particolari. I punti da tenere presenti sono: il materiale deve essere fruibile in modo asincrono dal discente, che organizza il proprio tempo, deve essere chiaro, stimolare la curiosità e l’attenzione, comprensibile, realizzato con cura. E, soprattutto, non deve annoiare.

Sistema di autovalutazione:
Al materiale di studio si deve accompagnare una serie di test che permettano al discente di porsi le domande corrette e valutare la propria preparazione. Possono, ad esempio, esser usate piattaforma in rete come Questbase o simili contenenti le domande significative con cui l’alunno possa fare esercizio al fine di prendere coscienza di eventuali lacune. L’ideale è fornire anche delle indicazioni sul dove reperire le conoscenze oggetto di lacuna.

Momento di confronto:
Può essere realizzato in modo sincrono, attraverso piattaforme di video meeting o asincrono. Questo è il momento in cui gli alunni, dopo aver affrontato lo studio dei materiali ed aver verificato le proprie eventuali difficoltà, possono interagire con il docente, al fine di ottenere gli eventuali chiarimenti.
Ma, e qui la modalità a distanza, presenta un vantaggio enorme, vi è anche la possibilità di permettere ai ragazzi di porsi domande e fornire risposte reciprocamente, in questo modo il docente diventa non più il solo erogatore di conoscenza, ma, bensì il moderatore della discussione aiutando i ragazzi a cercare, in gruppo o in autonomia, le risposte ai quesiti posti ed incanalando la discussione.

Verifica formativa finale:
E’ il momento di (quasi) tirare le somme. Quasi perché una verifica a distanza non può, per sua natura, essere significativa dal punto di vista della valutazione sommativa, la quale può essere svolta solo in presenza. Ma una “verifica in itinere” può, certamente, fornire al docente il indicazioni in merito all’efficacia del lavoro svolto. Ricordiamoci che, per le ragioni espresse all’inizio, questo tipo di verifica ha un duplice aspetto:
– valutare l’efficacia dell’azione didattica svolta: stiamo esplorando un modo completamente diverso di “fare scuola” e non si può dare per scontato che l’azione didattica messa in campo abbia raggiunto l’obiettivo
– valutare le conoscenze e le competenze acquisite dall’alunno

Tutto questo, comunque, anche nella migliore delle ipotesi, non avrà mai la pretesa di sostituire in toto la didattica in presenza, nella quale entrano in gioco fattori non riproducibili attraverso la comunicazione a distanza.

Un ultimo pensiero di tipo prettamente pratico: non è detto che gli alunni possano fruire di quanto prodotto, sia per limitazioni di tipo tecnico, sia di tipo sociale o organizzativo. Questo è il motivo principale per cui una azione didattica immaginata completamente “on line” non potrà mai essere oggetto di una valutazione formale sommativa, ma può, al massimo, rappresentare uno strumento di aiuto se realizzata con cura.

Coronavirus: tra paura e fake news

Purtroppo iniziano a girare, anche tra i ragazzi, su whatsapp e altri “social”, fake news riguardo al coronavirus. Notizie contenenti presunti dati “scientifici” che tali non sono.  Ad esempio circolano “informazioni” del tipo che bastano normali maschere per la polvere perché il virus è “grosso” o che si può evitare il contagio bevendo acqua calda perché “muore” a 29 gradi, e altre fesserie del genere.

Io non sono un virologo, ma facendo riferimento a quanto sostenuto da persone più qualificate di me credo che ci si debba attenere ad alcune informazioni certe e scientificamente, ormai, convalidate:

1. Il virus è molto più contagioso della normale influenza, quindi tende a diffondersi più rapidamente specialmente in contesti in cui molte persone si trovino a coesistere in aree delimitate;

2. Il virus (e questa è l’aspetto più preoccupante) ha tempi di incubazione lunghi, che vanno dai 5 ai 27 giorni; durante questo periodo il soggetto infetto può non presentare alcun sintomo, ma, intanto, diventa a sua volta veicolo di infezione;

3. Nell’80% dei casi la malattia presenta sintomi nulli o di lieve entità, e, finora, non ha fatto vittime sono i 10 anni. Ma, attenzione, un bambino contagiato rischia, a sua volta, anche se non presenta sintomi, di contagiare amici e parenti (fratelli, sorelle, genitori, nonni, zii…);

4. La statistica ci dice che i soggetti più a rischio sono persone già ammalate o con il sistema immunitario indebolito, anziani in particolare, ma anche immunodepressi ecc. che possono presentare complicanze significative e, nel 2,5% dei casi, anche letali. Ma non necessariamente tali complicanze si sviluppano SOLO in soggetti indeboliti;

5. Al momento non esistono terapie curative o vaccini specifici, e questo rende la questione molto diversa da una “banale influenza”.

Poi ci vengono dati dei “consigli”, tra cui lavarsi spesso le mani, usare disinfettanti gel, evitare il contatto degli altri e mantenere una distanza di almeno 1m. Tutte misure validissime, se non fosse che è praticamente impossibile rispettarle in classe.

Altro punto: le famose “mascherine”. Allora esse sono classificate secondo una scala. Si va dalla mascherina chirurgica a quelle protettive classificati da FFP1 a FFP3. Va detto che Né la mascherina chirurgica né la FFP1 hanno alcun potere di protezione dai virus. In pratica, indossando una mascherina chirurgica o una antipolvere (FFP1) l’unico risultato raggiunto è limitare la quantità di saliva “sparata” all’esterno e proteggere (nel caso della mascherina chirurgica indossata dal medico) il paziente, non il medico stesso.
Solo le maschere filtrate di categoria FFP2 e FFP3 proteggono chi le indossa.
(https://www.lubiservice.it/blog/mascherine-ffp1-ffp2-e-ffp3-differenze-e-consigli)

Quindi, vigiliamo. Non fidiamoci delle chiacchiere, cerchiamo di andare a fondo della questione e valutiamo i rischi e cosa fare e non fare.

Coronavirus COVID-19

La mappa in tempo reale della diffusione del Coronavirus COVID-19 elaborata dalla Johns Hopkins University (Maryland – USA)

Qualche parola sui social network

Probabilmente, una delle peggiori mancanze che fa chi usa i social network è quella di NON leggere le condizioni di utilizzo prima di iniziare ad usarli.

Chiariamo un punto essenziale: i social network sono applicazioni in cloud PRIVATE, non rappresentano un SERVIZIO PUBBLICO, ma sono liberamente sottoscrivibili in cambio dell’accettazione incondizionata delle regole date da chi li gestisce.

Ciò significa che quando mi iscrivo e clicco sul quadratino in cui c’è scritto “Accetto le condizioni di utilizzo” firmo un contratto in cui accetto tutto quello che il gestore del social network ha previsto.
Se non le voglio accettare, sono libero di cambiare pagina.

Detto questo, vediamo alcuni punti importanti:

1) I SOCIAL NETWORK NON SONO PER BAMBINI, infatti in tutti i social network è prevista la clausola che VIETA l’uso ai minori di anni 13. Iscriversi o permettere ai propri figli minori di anni 13 di gestire un proprio profilo è una violazione non solo degli accordi ma anche della Legge. In Europa, peraltro, è in corso un dibattito per alzare tale limite a 16 anni. Attenzione: dichiarare un’età diversa rappresenta una dichiarazione mendace ed è punibile penalmente.

2) CIO’ CHE PUBBLICO SU UN SOCIAL NON MI APPARTIENE PIU’ (O QUASI): la maggior parte dei social network prevedono esplicitamente che il contenuto pubblicato dall’utente (quindi messaggi, immagini, video, ecc.) siano ceduti in licenza illimitata – anche se non esclusiva – a chi gestisce il social stesso. Cosa significa ? Significa che se posto una foto e domani quella foto può tornare utile all’azienda che gestisce il social per fare un cartellone pubblicitario, lo può fare e non gli si può dire nulla. Ed è la prima ragione per cui sarebbe utile evitare di postare foto e video dei bambini. Di solito le clausole riservano all’azienda che gestisce il social network anche il diritto di trasferire i contenuti a terzi, senza limitazioni. Quindi potranno tranquillamente vendere i vostri contenuti.

3) NEI SOCIAL NON ESISTE L’ANONIMATO: tutto ciò che viene immesso (anche se successivamente cancellato) rimane, potenzialmente, PER SEMPRE nei server di chi gestisce il social, associato ai dati dell’utente (liberamente dati al momento dell’iscrizione), all’indirizzo IP e ad ogni altra possibile forma di tracciamento.

4) L’OFFESA SUI SOCIAL EQUIVALE AL REATO DI PUBBLICA DIFFAMAZIONE: ed è un reato perseguibile penalmente. I leoncini da tastiera sono avvisati.

5) NON ESISTONO CONTENUTI PRIVATI: è vero che spesso i social prevedono di poter gestire il “pubblico” a cui vogliamo mostrare i nostri contenuti, ma, leggendo tra le righe delle condizioni d’uso di quasi tutti i social network si apprende che è solo un sistema di filtraggio, tuttavia i contenuti sono e rimangono pubblici e il social network può, in ogni momento, modificare, liberamente, le condizioni di diffusione.

6) E’ VIETATO PUBBLICARE FOTO DI TERZI: attenzione ai selfie o alle foto che includono persone (soprattutto se minori) dei quali non si dispone della liberatoria alla diffusione, può costare MOLTO MOLTO MOLTO caro. Si tratta di diffusione non autorizzata di dati personali, penalmente perseguibile.

7) MANTENERE UN SOCIAL NETWORK COSTA: chi li gestisce paga milioni di euro l’anno per la loro presenza in rete e da qualche parte tali soldi devono pur saltare fuori (nessuno fa beneficenza). Ed il ricavo tali società lo ottengono vendendo i nostri dati.

Ed ora, ciascuno decida se continuare ad usarli o meno. L’importante è sapere come stanno le cose.

 

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